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1.4.14

Sulla pelle di Beldan

Questo libro qui esce in questi giorni.
Lo ha scritto Beldan, una delle persona con le quali mi sono trovata a condividere un momento piccolissimo ma importantissimo, che nel giro di qualche giorno mi ha insegnato un sacco di cose senza nemmeno volerlo/saperlo e che per me resta sempre e comunque un modello di riferimento.

Tra una colazione e una pizza a Beirut.

Una volta l'ho pure intervistata (qui) e ricordo ancora tutta la scenetta del 'no, vabbè, non farmi domande che mi vergogno...no, però, aspetta, meglio se mi chiedi qualcosa perchè non so cosa dirti. cosa vuoi che ti dica?'.

E qui ci sono i contatti di Beldan. Magari qualcuno le vuole chiedere qualcosa, la vuole conoscere (ne vale la pena), la vuole ringraziare.

10.4.13

cerco lavoro


(questo titolo potrebbe portarmi più lettori di 'tutto nel culo nodoso')


il disegno l'ho fatto per questo blog qui con il quale intrattengo una relazione aperta nella quale ognuno fa quello che gli pare e siamo tutti felici così.

mi ero ripromessa di non scrivere più nulla, visto che già farlo di (quasi) lavoro mi porta via un sacco di tempo e di energia, poi nell'ultimo periodo ho accumulato un quantitativo tale di cacca nel cervello, che forse è meglio tirarla fuori. 

ho scoperto di essere stanca di un sacco di cose. delle persone, in primis. so che non è una novità. la questione è che proprio non riesco più a vedere la buonafede nella gente, non riesco a dare il beneficio del dubbio. tu mi parli e io penso 'scemoscemoscemo'. alle volte te lo dico, altre no. e quelle che no, ultimamente, stanno superando quelle che sì. sorrido, faccio sì con la testa e tiro dritta.
sono stanca della convinzioni ideologiche delle persone. ma possibile che non si rendano conto che tutte quelle che tentano di vendermi come verità assolute, come certezze della vita, sono le stesse che fra cinque minuti contraddiranno senza batter ciglio. e guai a farlo notare, prima o dopo. non si può: ti dicono che è così e basta. non ne ho trovato uno che fosse in grado di vendermi una verità assoluta in modo convincente. ogni volta che me ne trovo una davanti, di queste verità, l'unica cosa che riesco a fare in coscienza è cambiare strada, marciapiede, amici. e funziona. mi rasserena l'anima non dovermi confrontare con l'utopia ipocrita degli altri. e forse anche non dover condividere con loro la mia, mi torna in un certo modo utile.

il discorso andrebbe articolato in miliardi di categorie e sottocategorie, alcune con nomi e cognomi, ma ho deciso già da tempo che non ne vale la pena, perché poi alla fine perdo sempre io, che per natura riesco a piegarmi all'inverosimile. a fatica, certo, e non ci dormo la notte ma per quieto vivere poi mi piego. 

non solo non ne vale la pena. ho deciso anche altre due cose importantissime per il mio stato mentale e fisico: smettere di fumare e evitare di farmi travolgere dalle cose altrui. e mi ci sto impegnando davvero tanto, con risultati abbastanza soddisfacenti. 

forse alla fine di tutto questo scoprirò che per non farmi metter sotto dalle cose degli altri sono diventata alla fine una persona un po' peggiore. ma viva. e per il momento questo mi basta.

(ah, e poi cerco lavoro sul serio. se a qualcuno ne avanza uno, che mi faccia un fischio che lo prendo io)
(mandando in giro cv e portfolio, con tanto di inutili lettere di motivazione-presentazione-spiegazione, l'unica cosa che mi veniva in mente l'altro giorno era che in pratica mi stavo esibendo a braghe calate nel tentativo di impressionare il mio ipotetico cliente-datore di lavoro. e come immagine, non aiuta mentre cerchi lavoro, no)


8.11.12

lavoro di squadra

per otto mesi ho fatto penare questa povera ragazza, ma devo dire che il risultato è proprio soddisfacente.

buon appetito a tutti!

4.4.12

Ogni volta che ti do la lista della spesa, tu sei così impegnato a combattere l’ingiustizia che ti dimentichi di andare al mercato. ‏ (Zainab al-Khawaja, su Twitter)

Da un uomo libero ad una famiglia libera: continua lo sciopero della fame di Abdulhadi al-Khawaja
(Comunicato stampa pubblicato da Front Line Defenders ieri, 3 Aprile 2012)


“È impossibile pensare che il Gran Premio del Bahrein possa avere luogo nel caso in cui Abdulhadi al-Khawaja muoia in prigione durante lo sciopero della fame,” riferisce Mary Lawlor, direttrice di Front Line Defenders a Manama, “le autorità del Bahrein vogliono chiaramente dare l’idea che tutto segua nella normalità e sembrano indifferenti alle sofferenze di Abdulhadi, che è arrivato al suo cinquantacinquesimo giorno senza cibo, rischiando tragiche conseguenze.”

La delegazione di Front Line Defenders è stata in Bahrein tra il primo e il 3 Aprile per partecipare all’udienza del suo ex collaboratore Abdulhadi al-Khawaja davanti alla Corte di Cassazione. Adbulhadi non è stato condotto davanti al giudice e alla delegazione non è stato concesso il permesso per visitarlo nella prigione di Jaw.

“Mi è stato possibile parlare brevemente con lui al telefono e gli ho chiesto di mangiare almeno un po’,” ha detto Mary Lawlor, “ma lui ha insistito sul fatto che continuerà il suo sciopero della fame fino alla libertà, o alla morte. Sfortunatamente, conosco bene quanto possa essere determinato.”

Abdulhadi ha iniziato lo sciopero della fame la notte tra l’8 e il 9 Febbraio. Aveva già preso parte ad uno sciopero della fame collettivo di sette giorni, a partire dal 29 Gennaio, quindi, in totale, ha rifiutato il cibo per 62 giorni negli ultimi 65.

Ad oggi, ha perso il 25 per cento del suo peso corporeo, il che significa che corre il serio rischio di compromettere la funzionalità dei suoi organi. Secondo il parere medico richiesto da Front Line Defenders, è già in pericolo. Durante l’ultimo ricovero in ospedale, è stato messo sotto flebo e ha acconsentito a vari cicli di glucosio e minerali in forma liquida, ma al momento sembra rifiutare qualunque alimentazione eccetto l’acqua.

Abdulhadi è stato arrestato nell’Aprile 2011, torturato e condannato all’ergastolo dopo un processo ingiusto. Front Line Defenders ha incontrato la famiglia di Abdulhadi e il suo avvocato durante la visita e la famiglia ha consegnato la traduzione di una lettera ricevuta da Abdulhadi il giorno prima in cui si legge:

‘Mia cara e amata famiglia, da dietro le sbarre della prigione, vi mando tutto il mio amore e i miei pensieri. Da un uomo libero, ad una famiglia libera. I muri di questa prigione non mi separano da voi, ma ci avvicinano. Prendiamo forza dai bei ricordi. Ricordando ogni viaggio, ogni pasto che abbiamo mangiato assieme, tutte le conversazioni, ricordando ogni sorriso, ogni scherzo e ogni risata. La distanza tra di noi sparisce, grazie al nostro amore e alla nostra fede. È vero: io sono qui, e voi siete là fuori. Ma voi siete anche qui con me, e io sono là fuori con voi. La nostra sofferenza è resa più sopportabile quando ricordiamo che abbiamo scelto questo cammino difficile e abbiamo giurato di seguirlo. Dobbiamo essere pazienti nel nostro dolore, e non dobbiamo mai lasciare che le sofferenze invadano il nostro spirito. Lasciamo che i nostri cuori siano pieni di gioia, e della consapevolezza della responsabilità di cui ci siamo fatti carico fino alla fine: questa vita è fatta per intraprendere un cammino di verità agli occhi di Dio’.

Front Line Defenders ha fatto richiesta alle autorità del Bahrein affinchè Abdulhadi possa essere portato in Danimarca per cure mediche (Abdulhadi ha doppia cittadinanza, danese e bahreinita). Il tempo per risolvere questa situazione ed evitare tragiche conseguenza per Abdulhadi e il Bahrein sta per finire.

19.11.11

piove

oggi sotto la pioggia mi sono innamorata di lui.

tento di iniziare a fare delle cose.
ne vorrei fare tante oggi ma piove.
magari rimando.

30.5.11

il microscopico mondo della marta: inizia e finisce nel mio ombelico.

[e poi c'è anche questo, che a leggerlo ti pare di sentirne il profumo]

19.5.11

18.5.11

a dettare i tempi del tuo essere

che poi dopo una giornata così (sono pure passata sotto ad una scala, nel pomeriggio, così, per sfidare la sorte) torno a casa dopo una serata così e trovo una mail che arriva dall'altra parte del mondo, di una che vive con la corrente razionata ma che mi deve dire per forza che tutto andrà bene e che mi vuole bene a prescindere.
cazzo, sono cose...

29.4.11

il temporale

pensavo davvero che passasse tutto, dopo la pioggia. e invece no.
e oggi sono brutta, antipatica, grassa, noiosa, svogliata, pigra, musona, ignorante, vuota. più del solito.

ho comprato un albero di basilico e uno di fucsia.
perchè sì.

27.3.11

innamoramento in tarda serata
(se cliccate su ogni parolina, vedete una cosa proprio bella, che vorrei avere fatto io ma che non ho fatto io, mannaggia)

5.2.11

tempo

di nuovo, come tanto tempo fa, mi metto a contare il tempo.

questa cosa qui l'ho fatta quando ancora ne avevo, di tempo.
ora aspetto ancora un po' di tempo, che la strada tra l'aeroporto e qui alle volte è pià lunga di quanto non sembri.



24.1.11