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9.3.14

blablablagiornatainternazionaledelladonnablablabla




ricordo esattamente il giorno in cui ho visto per la prima volta questo annuncio alla tv giordana. una mattina, facendo colazione nella caffetteria del quartiere, a hummus e falafel.

ieri, nel farmi gli auguri, qualcuno mi ha fatto ricordare una cosa vecchia che avevo scritto sulle donne, tempo fa, proprio in occasione dell'8 marzo.

mi piacerebbe sul serio che invece di festeggiare la donna, tipo monumento monolitico alla forza e all'abilità sovrumana di stare al mondo senza soccombere, esempio massimo di multitasking applicato all'economia domestica e internazionale, che lo sappiamo già, che siamo brave, che lo sappiamo fare, che devirispettartiprimatuepoivedichetirispettanopureglialtri, che seibellacosìcomesei, che haiildirittoadesserefelice. ecco, invece di raccontarci di  nuovo tutto questo, ci prendessimo del tempo per insegnare agli uomini, tutti, nessuno escluso, che quello che facciamo noi, non è niente di eccezionale. si chiama vita e la possono avere tutti. la devono avere tutti. 

se empauerando una donna, empaueri tutta la sua comunità (assolutamente vero), poi prendiamo quella stessa donna e facciamole empauerizzare pure suo fratello, suo marito, suo cognato, suo cugino, il panettiere, il signore che fa la lettura del contatore, il benzinaio, l'autista del bus. mettiamo al mondo figli maschi e insegnamo loro a rammendare i calzini o a fare la torta di mele, a dire grazieprego, ad alzarsi per andare a prendere da bere di là, a fare la lavatrice e a non lasciare gli aloni sui vetri. impegnamo una sera a settimana per spiegare al nostro compagno che stirare le camicie non fa parte dell'imprinting femmineo, non ce lo passano con il latte materno, e che lo può imparare pure lui.

nel (giorno dopo al) l'8 marzo, adottiamo un uomo e insegnamogli ad essere un po' più donna. 


[mica per niente, della stessa campagna per la pianificazione familiare, fa parte anche questo video]
 








29.4.11

il temporale

pensavo davvero che passasse tutto, dopo la pioggia. e invece no.
e oggi sono brutta, antipatica, grassa, noiosa, svogliata, pigra, musona, ignorante, vuota. più del solito.

ho comprato un albero di basilico e uno di fucsia.
perchè sì.

5.3.11

avrei voluto et della tristezza

avrei voluto postare i disegnini nuovi, ma la rete non collabora e non carica. ah, c'è anche da dire che li ho dimenticati quasi tutti in un'altra casa.

la tristezza è remove the pack from the freezer and peel the plastic layering from it. put it in the microwave for 5-8 minutes and then it will be ready to serve. di sabato sera. e domani è di nuovo ufficio.

23.1.11

tornare a casa e trovarla buia
nessuno a cui chiedere come è andata
nessuno che mi chiede come è andata

21.1.11

requiem


per questa casa che non sa più di niente
per la mia macchina fotografica
per le cose non vissute
per le idee nate morte
per tutte le scale che domani dovrò salire da sola
per la vita chiusa in valigia
per questo inverno che non vuole iniziare
per le pause che salvano
per le paure che salvano
per tutte le parole che era meglio non dire
per tutte le parole che era meglio dire
per tutte le fini del mondo
per tutti gli inizi del mondo

torneremo e saremo più vecchie, più sagge, più sane, più vive, più morte, più vuote e berremo caffè davanti a wadi sakra e berremo vino sul tetto della città

18.1.11

di(s)equilibri


non sono mai stata una persona equilibrata. non ha mai avuto niente di stabile. tutto ha sempre avuto un inizio consapevole della fine. non ho mai iniziato niente pensando che fosse per sempre.

dopo quindici mesi mi trovo a dover raccattare le mie cose, chiuderle in un sacco e portarle da un'altra parte. iniziare tutto un'altra volta.
cambierò panorama, cambierò chiavi, cambierò interruttori della luce, rubinetti, cambierò rituali, abitudini, paranoie. per poi cambiare tutto di nuovo fra un po'.

ho sempre fatto tutto da sola, in equilibrio precario. ho fatto le mie scelte da sola, di cui puntualmente da sola mi sono pentita. ora la decisione non la prendo io. la prendono gli altri e le contingenze. perchè gli altri hanno deciso, mi trovo a dover decidere anche io. di nuovo.
mi trovo a dover cercare una nuova stabilità perchè altri hanno voluto distruggere quella vecchia, cercando la loro.

ma io la stabilità l'ho vista, da lontano, e puzzava di bugia. io la mia stabilità l'ho data via tanto tempo fa in cambio di una precarietà definitiva.

non mi chiedere di essere felice, non mi chiedere di essere d'accordo, non mi chiedere di vedere la parte buona della cosa quando non la vedo, non mi chiedere di decidere quando tu hai già deciso.

10.1.11

avevo deciso che



avevo deciso che non potevo più essere felice per gli altri.
se gli altri sono felici, per me non cambia niente. i miei problemi non si risolvono se si risolvono quelli degli altri.

ma, cacca, oggi sono felice per te e non ci posso fare niente.
penso che se sarai più felice mentre bevi il caffè guardando dalla finestra jebel Amman, sarò più felice anche io. penso che se sarai più felice cercando un posto al balad dove bere un tè con un nuovo amico, sarò più felice anche io.

poi penseremo anche ai miei, di problemi. che tanto lo sappiamo già che si risolveranno da soli. forse già domani.

intanto guarda: è già uscito il sole.

p.s. mi lasci in eredità una delle tue due caffettiere? forse se sarò più felice bevendo il caffè guardando dalla finestra jebel Hussein, sarai più felice anche tu.

8.1.11

cercando casa


è vero. cercando casa capitano sempre simpatiche avventurette. e si entra in contatto con un sottobosco umano notevole.

c'è la signora velata che ci caccia perchè non siamo figlie dell'islam
c'è la famiglia lurida e losca che ci fa accompagnare dalla colf cingalese a vedere l'appartamento più sudicio sulla faccia della terra e ci tiene a farci notare che deve essere ancora pulito, che non hanno avuto tempo
c'è il signor 'this...good' che ha evidentemente un problema con la gente che lavora all'ambasciata sudanese
c'è il vecchio che ci rapisce per bere il tè più lungo del mondo, si informa sul nostro status maritale e ci mostra 'le case delle filippine', sotto lo sguardo stupito della cameriera molto probabilmente filippina a sua volta
c'è la vecchia che vive in casa con il cappotto che ci consiglia di andare a vivere tutti assieme che è meglio
c'è la signora antipatica che ci tiene a sottolineare che nel suo palazzo non ci sono bambini perchè lei non li vuole i bambini nel suo palazzo
e poi ci sono quelli che bisogna richiamarli, quelli che passate più tardi che forse poi c'è uno che forse lo sa, quelli che 'mmm...difficile...', quelli che me lo dovete dire subitoadesso se la volete la casa.

ma alla fine a noi cosa ci serve? un fornello, un frigorifero, un letto, una libreria e un tavolo sotto la finestra.

ah, sì, certo, e un tetto sulla testa.

tanto il cielo azzurro e il sole amman ce li dà gratis.

21.12.10

oroscopo


mi auguro che tu abbia le persone più care attorno, che tu sappia scegliere tra le persone migliori