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1.12.11

colonna sonora_28

Life's a piece of shit when you look at it


Some things in life are bad
They can really make you mad
Other things just make you swear and curse.
When you're chewing on life's gristle
Don't grumble, give a whistle
And this'll help things turn out for the best...

And...always look on the bright side of life...
Always look on the light side of life...
If life seems jolly rotten
There's something you've forgotten
And that's to laugh and smile and dance and sing.
When you're feeling in the dumps
Don't be silly chumps
Just purse your lips and whistle - that's the thing.

And...always look on the bright side of life...
Always look on the light side of life...
For life is quite absurd
And death's the final word
You must always face the curtain with a bow.
Forget about your sin - give the audience a grin
Enjoy it - it's your last chance anyhow.

So always look on the bright side of death
Just before you draw your terminal breath
Life's a piece of shit
When you look at it
Life's a laugh and death's a joke, it's true.
You'll see it's all a show
Keep 'em laughing as you go
Just remember that the last laugh is on you.

And always look on the bright side of life...
Always look on the right side of life...
(Come on guys, cheer up!)
Always look on the bright side of life...
Always look on the bright side of life...
(Worse things happen at sea, you know.)
Always look on the bright side of life...
(I mean - what have you got to lose?)
(You know, you come from nothing - you're going back to nothing.
What have you lost? Nothing!)
Always look on the right side of life...

28.9.11

di notte_colonna sonora_19

ho perso quella qualità squisitamente umana di saper gestire i ritmi veglia-sonno in base alle energie e alle ore di luce-buio.


30.12.10

 
Gesù, il capodanno, il natale, la vigilia e il capodanno, ma soprattutto il primo dell’anno, il risveglio del primo dell’anno, il risveglio più triste dell’anno nel giorno più triste dell’anno, il conto alla rovescia dell’angoscia, dieci, nove, otto pippo baudo alla televisione, otto, sette, sei belen rodriguez che cantano abbracciate a lino toffolo e brindano e sorridono, sei cinque quattro coriandoli e bambini del coro e i fuochi d’artificio i petardi giù in strada, auguriiiii, three, four, someone at the door, la banalizzazione, la spersonalizzazione, la separazione, la de-bi-individualizzazione, il tempo, il cibo, l’annullamento, l’annoiamento, il sistematico sabotaggio della particolarità dell’altro, due, uno, l’affogamento del potenziale unico del dettaglio singolo nello sterile, piatto, anonimo, triste elenco di una lista di una serie di prodotti di consumo dell'intelletto, rassegnarsi alla cremagliera della propria vita, andare allegramente tutti quanti alla – uno, zero – deriva.
 
 
 
ho sognato recchioni

8.11.10

risposte

ci sono delle domande che non vengono fatte


perchè le risposte si conoscono già
o sono così poco importanti che conoscerle non vale la vita di un fiore
(qualcun altro l'aveva già detto ma io continuo a ripetermelo e ogni tanto me ne convinco)

6.11.10

di notte_4 / colonna sonora_5

e polo: - l'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. due modi ci sono per non soffrirne. il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno,

non è inferno,
e farlo durare,
e dargli spazio.



lavoro a una cosa
mi manca il filo rosso
l'autunno di amman assomiglia solo all'autunno di amman

25.10.10

di notte_3

mi hanno detto che gli incubi si passano, da  una persona all'altra, durante la notte.






l'altrove è uno specchio in negativo. il viaggiatore riconosce il poco che è suo, scoprendo il molto che non ha avuto e non avrà.

le città invisibili

16.10.10

di notte_2

per la prima volta, dopo più di un mese, ho avuto freddo
per la prima volta, dopo più di un mese, non ho dormito





è tutto qui.
come ho detto, non ce l'ho con nessuno. ho avuto le mie carte e le ho giocate. nessuno mi costringeva. rimpianti non ne ho. a volte penso a come sarebbe stata la mia vita se quella mattina non avessi trovato la pioggia o avessi avuto in tasca i soldi e tutto, ma non so immaginare niente di particolare. penso, questo sì, alla mia città, alla nostra, e penso agli alberi del lungofiume e alle creste delle chiese contro il cielo. penso al film di graziano e ai bigliettini che arianna appuntava alla porta nel tentativo di dare un ordine alle sue giornate, penso alla mia giovinezza finita e alla vecchiaia che non avrò. penso a tutte le cose non realizzate, ai bambini nati morti, agli angeli, agli amori solo immaginati, ai sogni schiantati dall'alba e penso alle cose morte per sempre, ai genocidi, agli alberi abbattuti, alle balene sterminate e a tutte le razze estinte. penso al primo pesce che sopravvisse all'abbandono delle acque dibattendosi e generandoci. penso che tutto tende al mare. il mare che tutto accoglie, tutte le cose mai riuscite a nascere e a quelle morte per sempre. penso al giorno in cui il cielo si aprirà ed esse, per la prima volta o ancora una volta, riacquisteranno la loro legittimità.

l'ultima estate in città

10.10.10

di notte_1

ho sognato

il pane caldo che qui non c'è
il libro sull'albero spagnolo che non ho ancora scritto
il giardino di ghassan